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Prof. P. Krishna
Una giusta educazione per il XXI secolo INTRODUZIONE Stiamo raggiungendo la fine del XX secolo ed è tempo di esaminare quello che abbiamo raggiunto nel campo dell'educazione, quali sono stati i nostri insuccessi e se sia bene continuare nella stessa direzione anche nel XXI secolo oppure cambiare. Nel considerare la questione vorrei esplorare la situazione in modo globale e non in riferimento a qualche nazione in particolare; vorrei anche dare un significato allargato alla parola educazione, in modo che copra l'intero processo del portare la prossima generazione all'età adulta senza limitarla a ciò che accade in classe nelle scuole. Un bambino è educato dall'insieme dell'ambiente in cui cresce, e quell'ambiente è egualmente determinato dai genitori, dagli insegnanti e dalla società. Tutto questo, e non solo questo, determina il genere di persona che viene in essere, che a sua volta produce il genere di società in cui viviamo. E' importante avere chiara in mente la relazione tra l'individuo e la società. Se produciamo individui egocentrici, aggressivi, ambiziosi, avidi e competitivi, non potranno essere organizzati in una società non violenta, pacifica, cooperativa e armoniosa. Se saranno organizzati in una società comunista avremo la violenza e l'oppressione che abbiamo visto nelle società comuniste. Se saranno organizzati in una società capitalista, cosiddetta 'libera', si avrà la violenza e la divisione che conosciamo in queste società. Non è possibile produrre un cambiamento radicale nella società se non cambia l'individuo. L'educazione è quindi il principale motore di trasformazione sociale, poiché determina il tipo di individuo che produciamo. I governi, la legislatura e le leggi sono solo organizzazioni che intendono controllare l'individuo, non lo trasformano. La responsabilità maggiore dell'educazione è di produrre un vero cambiamento sociale e non solo la produzione di personale ben addestrato. La verifica di una buona educazione è se crea, o no, buoni cittadini del mondo. Il nostro modo di vivere è cambiato profondamente durante l'ultimo secolo e il cambiamento può essere osservato attraverso quello che abbiamo raggiunto nel campo dell'educazione. All'inizio del XX secolo l'umanità, in ogni parte del mondo, era continuamente minacciata da tremendi disastri naturali, carestie, epidemie, trasporti primitivi, comunicazione inefficiente, mancanza di salute e di prodotti agricoli. Il nostro sistema educativo ci ha aiutato a cambiare tutto questo, a sviluppare la conoscenza e la capacità necessarie per giungere alla società moderna in cui viviamo ora. Ci sono ancora parti del pianeta che lottano per produrre quei cambiamenti, ma almeno sappiamo come fare. I passi decisivi che abbiamo fatto nel campo dell'ingegneria, della medicina, delle telecomunicazioni, dell'energia sono tutti conseguenza diretta dell'educazione e abbiamo ragione di sentirci orgogliosi per quello che abbiamo raggiunto. Nonostante questo, i problemi che l'umanità sta affrontando ora sono del tutto diversi e la domanda che dobbiamo porci è se i problemi attuali possono essere risolti nello stesso modo con cui abbiamo risolto gli altri problemi, attraverso maggiore conoscenza, migliore organizzazione, più efficienza e più energia. Se è così allora dobbiamo continuare nella stessa direzione. Altrimenti dobbiamo seriamente considerare la possibilità di una visione dell'educazione totalmente diversa per il XXI secolo. Nel fare questo esame permettetemi di elencare quelle che, a mio parere, sono le maggiori sfide che l'umanità deve affrontare oggi. Le più grandi sfide per il mondo odierno. I)Settarismo e divisione: Forse il problema maggiore che abbiamo davanti oggi è il fatto che gi esseri umani sono divisi in gruppi – gruppi di razze, di nazioni, religiosi, linguistici, economici, politici, professionali – e ognuno si identifica con il suo gruppo di appartenenza, si sente rivale degli altri gruppi, e si occupa solo della sicurezza e del progresso di un gruppo particolare. I gruppi sono di volta in volta protesi a sfruttarsi l'un l'altro, a imbrogliarsi o persino a distruggersi attraverso la guerra. Questa è diventata la causa principale di insicurezza nel mondo. E' la causa della maggior parte delle violenze cui assistiamo nella forma di guerre, terrorismo, ribellioni, guerriglie. Questa è una malattia che affligge tanto le persone più istruite e progredite quanto quelle più arretrate e ignoranti. Non è difficile vederne la causa. L'individuo si identifica con una determinata famiglia, paese, religione e cultura in cui è nato. Gli viene insegnato di sentirsene orgoglioso e di difendere tutto questo. La mente dell'individuo quindi lavora come quella di un avvocato che difende il me e il mio attaccando 'l'altro'. Ci si sente sicuri nell'identificarsi con il proprio gruppo, ma proprio l'identificazione è di fatto la principale causa di insicurezza nel mondo oggi. II) L'energia resa disponibile dalla scienza e dalla tecnologia: Gli esseri umani hanno vissuto con guerre e rivalità per migliaia di anni ma ora questo non è più sopportabile a causa del tremendo potere che la scienza e la tecnologia hanno messo nelle nostre mani. L'odio si poteva solo manifestare con l'uccisione di pochi individui quando usavamo solo archi e frecce, lance e pugnali. Oggi, con le nostre bombe atomiche, potremmo decimare in pochi minuti una nazione e nessuna guerra può ancora essere locale. Questo ha reso il problema ancora più urgente poiché l'umanità rischia l'annientamento attraverso una geurra nucleare. Non è quindi possibile posporre la soluzione di questo problema. La storia dell'umanità è stata una storia di guerre e, se non impariamo ora, potremmo presto combattere la nostra ultima battaglia. III)Catastrofe ambientale: Un altro dei grandi problemi che abbiamo davanti a noi oggi è la catastrofe ambientale di cui si legge costantemente sui giornali: l'assottigliarsi della fascia di ozono, il riscaldamento globale, l'inquinamento industriale, la deforestazione, l'erosione del suolo, le scorie nucleari e la sovrappopolazione. La causa fondamentale della maggior parte di questi problemi è l'attitudine che abbiamo sviluppato verso la natura nel corso di questo secolo, trattandola come una risorsa da sfruttare per il nostro beneficio. Con lo sviluppo della scienza e della tecnologia e la conseguente industrializzazione si è creata una gara tra le varie nazioni del mondo per essere i primi ad ottenere profitti sul mercato internazionale e raggiungere così il miglioramento economico della propria nazione ad ogni costo. Gli animali non sono visti come esseri viventi ma solo come materia prima per l'industria della carne. I fiumi e le montagne sono considerate come oggetti da cui ottenere elettricità o promuovere il turismo. Persino i bambini sono visti come un 'bene' della famiglia. La natura è considerata come qualcosa a nostra disposizione, per noi, i padroni del mondo. Ma siamo davvero i padroni del mondo? Il mondo è stato creato per noi? Oppure noi siamo parte del mondo, come ogni altra cosa, e dobbiamo vivere in armonia con le altre parti, vedendole come amici e non come risorse? L'umanità ha avuto questo genere di relazione con la natura per migliaia di anni, ma nell'ultimo secolo il nostro atteggiamento è cambiato senza che ce ne rendessimo conto, e, se questo cambiamento di paradigma non sarà cancellato, dovremo affrontare sempre più catastrofi ambientali. Potremo avere migliori computer e aeroplani più veloci ma non avremo aria fresca da respirare e nuove malattie causate dallo squilibrio renderanno l'esistenza invivibile. IV)Dittature: Un altro grande problema che l'umanità ha di fronte è il fatto che la maggior parte dei governi del mondo, specialmente nel terzo mondo, sono ancora dittature – militari, comuniste, religiose oppure dittature travestite da democrazia. Ci sono davvero pochi paesi dove c'è una vera democrazia, dove c'è libertà di espressione e politica, libertà di crescere, di mettere in dubbio, di pensare, di scrivere quello che si crede. Le dittature soffocano il dissenso, dicono alle persone cosa pensare, che cosa fare e non fare. I peggiori crimini di questo secolo sono stati commessi sotto le dittature. Il fondamento della dittatura è lo sfruttamento dei deboli da parte dei più forti. Finché crederemo che il potere è fatto per sfruttare il debole accetteremo la prepotenza e l'ingiustizia, cioè la legge della giungla. Sia tra le nazioni che al loro interno possiamo vedere che il potere è usato incivilmente come modo per sfruttare gli altri. E' stato detto che il potere corrompe e che il potere assoluto corrompe totalmente. Ma il male non risiede nel potere in sé. Il potere è solo la capacità di fare le cose. Chi dice che dev'essere usato per sfruttare e dominare il debole e non per aiutarlo e proteggerlo? Se l'umanità non cambierà la sua relazione con il potere esso continuerà ad essere usato per distruggere e dominare. L'educazione deve occuparsi quindi di produrre un uso del potere giusto, questo è il vero spirito della democrazia. Siamo contrari alle dittature quando si tratta di un governo ma tutte le dittature sono malvagie, che siano in un organizzazione, in un'azienda o in famiglia. Quindi lo spirito della democrazia dev'essere insegnato ed appreso da ogni individuo se si vuole che il problema delle dittaure scompaia. V) Il fallimento della famiglia: Il matrimonio e la famiglia sono stati istituiti in parte per regolare il comportamento sessuale e, cosa più importante, per fornire la garanzia che saremo capaci di assolvere il nostro compito verso la prossima generazione. Il bambino ha bisogno di essere curato, protetto ed aiutato nell'apprendere non per pochi mesi, come è il caso di altri mammiferi, ma per un periodo di vent'anni, poiché si tratta di una crescita che è anche mentale, emozionale e spirituale. Nessuno finora ha trovato un modo migliore, per garantire tutto questo, che far crescere il bambino in una famiglia con due genitori. E' una responsabilità che un uomo e una donna condividono quando danno vita ad un bimbo. Oggi, la cooperazione tra l'uomo e la donna nella società moderna sta fallendo, l'incidenza del divorzio in alcune società ricche ha raggiunto il 60%. Chi soffre maggiormente di questo fallimento della cooperazione sono i bambini e la conseguenza è che la criminalità giovanile è in aumento. É evidente che non stiamo affrontando la vita nel modo giusto e dobbiamo riflettere su cosa abbiamo sbagliato. VI) L'inerzia nella società: Ultimo ma non meno importante è il grande problema della tendenza della società a replicare se stessa. Pregiudizi ed illusioni hanno la tendenza a passare da una generazione all'altra e lo stesso succede ai problemi collegati. Se gli ebrei insegnano ai loro figli che gli arabi sono loro nemici e gli arabi fanno la stessa cosa insegnando che gli ebrei sono loro nemici, la nuova generazione crescerà con un'animosità già inculcata nella mente. Così i pregiudizi degli anziani continuano nei giovani e lo stesso accade al problema dell'animosità. Come può finire? La stessa cosa succede tra Cattolici e Protestanti e tra Indù e Mussulmani. L'ostilità non finirà finché educheremo i bambini ad obbedire e conformarsi a quello che viene detto dagli anziani. Dobbiamo perciò creare una mente che sappia indagare, mettere in dubbio quello che viene detto, che sia consapevole dell'esistenza di molti pregiudizi che devono essere esaminati e abbandonati ed sia decisa a scoprire da sé ciò che è vero. Il processo di dubitare delle proprie opinioni, di discernere quello che è vero e quello che è falso è il risveglio dell'intelligenza. Non è conveniente per gli anziani risvegliare l'intelligenza del bambino perché il bambino potrebbe poi mettere in dubbio i loro valori e il loro modo di vivere. Ma è fondamentale incoraggiare e rispettare il dissenso se non vogliamo creare una società statica, intrappolata senza scampo in acque stagnanti. C'è un'eccessiva inerzia nella società oggi e il solo modo di cambiare è creare una mente che sappia indagare, non solo nelle questioni scientifiche, ma anche in quelle sociali, morali e religiose. In altre parole una mente che esprime intelligenza verso la vita intera e non solo verso un suo aspetto. IL RUOLO DELL'EDUCAZIONE Dovendo fronteggiare un così gran numero di problemi, al termine di questo secolo di stupendi progressi, dovremmo fermarci e chiederci dove abbiamo sbagliato. Perché abbiamo così tanti, e seri, problemi nonostante tutte le nostre conoscenze, il potere, l'abilità e l'essere diventati così intelligenti? Abbiamo bisogno di maggiori controlli o dobbiamo cambiare direzione? Questi problemi saranno risolti dal fornire più educazione come quella che abbiamo già dato? Abbiamo bisogno di computer migliori, aeroplani più veloci, più beni, più conoscenza ed efficienza per risolvere i problemi di cui abbiamo parlato? Se non è così, non dovremmo allora riesaminare le priorità nell'educazione e mettere in dubbio la visione che ha ispirato il nostro lavoro fin qui? L'attuale visione dell'educazione Qual'è la nostra visione dell'educazione oggi? Che genere di essere umano vogliamo produrre? Le intenzioni possono variare un po' da un paese all'altro ma essenzialmente, dappertutto, l'educazione punta ad ottenere una persona intelligente, che abbia conoscenza, che lavori in modo efficiente e disciplinato, che abbia successo, sia astuto e, possibilmente, che sia un leader nel suo settore. Se, umilmente, posso farlo notare, Adolf Hitler aveva tutte queste qualità eppure quasi tutti noi lo vediamo come la persona più crudele di questo secolo. Gli mancavano solamente l'amore e la compassione. Che cosa c'è, nella nostra attuale educazione, capace di prevenire la creazione di un Hitler o di tanti piccoli Hitler? L'olocausto, che è stato forse il peggior crimine di questo secolo, è stato commesso e concepito in un paese che aveva il meglio della scienza, dell'arte, della musica e della cultura così come stiamo cercando di inculcare attraverso l'educazione oggi. Quindi cosa c'è nell'attuale educazione che può prevenire un nuovo olocausto? Siamo forse sull'orlo del precipizio di un peggiore olocausto, quello in cui l'umanità intera potrebbe essere eliminata dalla faccia della terra in un conflitto nucleare. L'educazione attuale sviluppa soprattutto un potere sempre maggiore, ma sia Dio che il Male, così come li concepiamo, sono infinitamente potenti. Siamo certi che il potere che stiamo creando sarà usato in modo divino e non malefico? Se non lo siamo allora è da irresponsabili generare potere. Oggi le sfide più grandi che l'umanità ha davanti a sé non sono dovute a mancanza di istruzione. Non sono state create dalla popolazione analfabeta dei villaggi dell'Asia o dell'Africa, ma dalle menti sofisticate e professionali di avvocati, uomini d'affari, scienziati, economisti, comandanti dell'esercito, diplomatici e simili, gente che dirige governi, organizzazioni e aziende. Quindi dobbiamo esaminare la qualità e non la quantità dell'educazione che impartiamo. Da questo esame appare chiaro che stiamo producendo esseri umani disequilibrati: acuti, abili, intellettualmente capaci ma piuttosto primitivi in altri aspetti della vita; scienziati di prim'ordine e ingegneri che possono inviare gente sulla Luna ma che possono essere violenti con le loro spose o con i vicini; esseri umani che hanno una vasta comprensione dell'universo ma ben poco di se stessi e della vita. Questo sviluppo disequilibrato dell'individuo è responsabile di tutti i problemi che abbiamo davanti oggi. Come educatori dobbiamo accettare che nel fornire la conoscenza abbiamo anche la responsabilità di risvegliare la saggezza per un suo uso giusto. La nostra educazione attuale non ha dato la dovuta attenzione a questa responsabilità. Una visione diversa dell'educazione Tenendo a mente quanto detto finora, come dovremmo modificare la nostra visione dell'educazione nel XXI secolo? Quale genere di mente dovremmo cercare di produrre? Quali valori dovremmo cercare di insegnare? I rimedi non saranno identici nei diversi paesi, ogni cultura potrebbe sviluppare una sua strada, ma le linee guida possono essere quelle che seguono: 1)Creare una mente globale, non nazionalistica. Siamo cittadini dello stesso mondo e condividiamo la Terra come habitat comune. Ciò che influenza una parte del mondo oggi ha conseguenze per tutti noi. Così dovremmo avere una mente che è sensibile a tutto il pianeta e non solo per un paese. Siamo parte dello stesso mondo, una sola umanità, se siamo in grado di decidere in una nazione attraverso mezzi democratici, non sarebbe giusto farlo anche tra nazioni diverse? Se avessimo una mente globale che davvero non crede che il potere dia il diritto non ci sarebbero né eserciti né guerre. Questo è il futuro da realizzare nel XXI secolo. Possiamo lavorare a problemi locali ma dobbiamo farlo con una comprensione globale. 2)Sostenere lo sviluppo umano, non solo economico. L'educazione non dovrebbe vedere i bambini come materia prima per il progresso economico della nazione. Si dovrebbe occupare in primo luogo dello sviluppo di tutti gli aspetti dell'essere umano – fisici, intellettuali, emozionali e spirituali – cosicché la persona viva in modo creativo e felice come una parte del tutto. Gli esseri umani possono avere capacità diverse ma non sono ineguali, non sono superiori o inferiori. Il rispetto non deve essere commisurato alle loro capacità. La bontà dovrebbe avere un valore più alto dell'efficienza. 3)Incoraggiare l'indagine, non il conformismo. Forse non è conveniente per gli adulti ma è importante che i bambini crescano con domande piuttosto che con risposte. Ad ogni età le domande saranno naturalmente diverse ma la capacità d'indagare e imparare da soli è più importante che obbedire e seguire ciecamente quello che viene ordinato. Ne segue che non ci dev'essere paura nella relazione con i nostri bambini perché uccide l'indagine e l'iniziativa. Il bambino dev'essere libero di sbagliare ed imparare da solo senza la costante paura dei rimproveri degli adulti. Una mente così è razionale, flessibile e non dogmatica, aperta a cambiare e non attaccata alle opinioni o alle credenze. Questo implica il non propagare alcun credo, incluso il nazionalismo. “Il mio paese e la mia cultura sono i migliori” questo non è vero, si tratta di propaganda che divide i popoli. 4)Coltivare la cooperazione, non la competizione. L'enfasi attuale nel mondo per ottenere successi individuali, nome e fama è irrazionale e egotistico. Siamo tutti interrelati ed interdipendenti e ben poco di ciò che ha davvero significato potrebbe essere raggiunto essendo soli ed isolati. Il lavoro di squadra e la capacità di lavorare in modo armonioso con altri è più importante del risultato individuale. La cooperazione è l'essenza della democrazia. Non si lavora per un guadagno o ricompensa personale ma per l'intera comunità, con amore invece che con arroganza. E' importante che ognuno faccia del suo meglio ma non è importante che questo lui o lei siano i migliori. Siamo amici, fratelli e sorelle, non rivali. Se qualcosa di buono accade a mio fratello ne gioisco con lui, non ne sono infelice. Il senso di competizione, che stiamo incoraggiando nei bambini oggi, porta invidia, gelosia e rivalità. Pone il seme della divisione tra gli esseri umani e distrugge l'amore e l'amicizia. Perciò è male. L'importanza che abbiamo dato al vincere medaglie d'oro in gare mondiali e alle Olimpiadi è basata sulla propaganda e sull'illusione. E' davvero importante quale essere umano può saltare un millimetro più in alto degli altri? Non stiamo facendo la domanda giusta nel chiedere: “Chi ha vinto?”. La questione più importante è se si è davvero goduto del gioco. 5)Creare una mente che impara e non una mente che acquisisce. Il risveglio dell'intelligenza è più importante del coltivare la memoria, sia nella vita che nella scuola. Dando informazioni al bambino aumentiamo la sua conoscenza ma l'intelligenza è la capacità di imparare da soli. Ciò che può essere insegnato è limitato ma l'apprendere è infinito. Le cose più grandi della vita sono quelle che non possono essere insegnate ma possono essere apprese. Il senso dell'amore, del rispetto, della bellezza, dell'amicizia, non possono essere insegnati ma, come la sensibilità, possono essere risvegliati e sono una parte essenziale dell'intelligenza. E' importante creare una mente che non accetta o rifiuta un'opinione o un punto di vista, ma rimane con la domanda: “E' vero?”. 6)Creare una mente che sia ad un tempo scientifica e veramente religiosa. Sfortunatamente abbiamo diviso la ricerca scientifica da quella religiosa e ci siamo concentrati solo sulla prima per quanto riguarda i processi educativi. Ma in effetti sono due ricerche complementari, una si propone di scoprire l'ordine che si manifesta nel mondo esterno della materia, dell'energia, dello spazio e del tempo, mentre l'altra cerca di scoprire l'ordine (cioè la pace, l'armonia, la virtù) nel mondo interiore della coscienza. Facendo l'errore di assimilare la religione con il credere abbiamo dato vita ad un antagonismo tra scienza e religione. Nei fatti entrambe ricercano la verità in due aspetti complementari di una sola realtà composta sia dalla materia che dalla coscienza. Una mente puramente razionale, scientifica, intellettuale, può essere estremamente crudele e priva d'amore e compassione. Una mente unicamente religiosa (nel senso restrittivo) può essere troppo emozionale, sentimentale, superstiziosa e perciò nevrotica. Dovremmo perciò puntare a creare una mente che sia scientifica e religiosa ad un tempo – che sappia indagare, che sia precisa, razionale e sappia dubitare ma che, nello stesso tempo, abbia il senso della bellezza, della meraviglia, dell'estetica, la sensibilità, l'umiltà e la consapevolezza dei limiti dell'intelletto. Senza questo innegabile equilibrio tra l'emozione e l'intelletto, una mente non è davvero educata. Capire se stessi ha la stessa importanza del capire il mondo. Senza una profonda relazione della nostra relazione con la natura, con le idee, con gli esseri umani, con la società, ed un profondo rispetto per tutta la vita non si è veramente educati. 7)L'arte di vivere. L'educazione dovrebbe occuparsi dell'arte di vivere creativamente, che è qualcosa di molto più vasto dell'arte di dipingere, della musica o danza che insegnamo oggi. Abbiamo identificato la qualità della vita con il Prodotto Interno Lordo o il guadagno pro capite della popolazione. La qualità della nostra vita è determinata solo dalla qualità della nostra casa, dell'auto che guidiamo, del cibo che mangiamo e dai vestiti indossati? La qualità della nostra mente non determina la qualità della nostra vita molto di più? Una mente costantemente preoccupata, annoiata, invidiosa o frustrata non può condurre ad una vita di alta qualità. Quando educhiamo avendo in vista non lo sviluppo economico ma quello umano dovremmo occuparci della felicità dell'intero individuo, in cui il benessere fisico ed il comfort hanno una parte piccola ma necessaria. Molto più importante è la capacità di lavorare con gioia, senza paragonarsi agli altri. Quando si è insensibili c'è un costante senso di noia e il tentativo di evitarlo crea una costante ricerca del piacere. Tutta l'industria del divertimento si è sviluppata e arricchita sulla noia degli uomini. Quando insegniamo ai bambini ad imparare per una ricompensa e non per la gioia del lavoro, gli insegniamo a separare il lavoro dal piacere. Una mente siffatta è stimolata solo dalla ricompensa, senza questa vive nella noia. L'arte di vivere consiste nel gioire di ogni cosa si faccia, al di là del risultato sperato. Così si lavora in modo creativo, con sensibilità e non per ambizioni personali. Questo, e molto più, è parte dell'arte di vivere. Non può essere appreso come una formula. E' il prodotto secondario della comprensione della vita e di sé. Dovremmo quindi aiutare gli studenti a trovare questa comprensione. La virtù, che è il fiorire della bontà nella coscienza umana, è una conseguenza della conoscenza di se stessi. Non può essere praticata in modo meccanico come un mestiere. 8)Uno sviluppo olistico di tutte le facoltà. Attualmente l'educazione è tesa alla produzione di specialisti. Un certo grado di specializzazione per fare un mestiere può essere inevitabile ma siamo prima di tutto esseri umani e poi ingegneri, dottori, avvocati, artisti o agricoltori. La specializzazione non deve essere raggiunta al costo di prevenire la comprensione della pienezza della vita umana. La coscienza umana ha delle facoltà, o capacità. Ho cercato di raccogliere in gruppi le parole che usiamo comunemente per descriverle, in quattro categorie. Molte di queste si sovrappongono l'un l'altra, ma quello che appartiene ad una categoria mi sembra abbia una base comune e differisca fondamentalmente da quello che è collocato nelle altre. Facoltà della coscienza umana: a) Intrinseche: Percezione, consapevolezza, osservazione, attenzione. b) Basate sul pensiero: conoscenza, memoria, immaginazione, ragione, analisi, senso critico, scienza, matematica, linguaggio, concentrazione, intelligenza (del pensiero), volontà. c) Basate sulla sensazione: gioia, bellezza, meraviglia, senso estetico, humour, arte, musica, poesia, letteratura, simpatia, amore, affetto, compassione, amicizia. Attaccamento, desiderio, paura, odio, gelosia, rabbia, violenza. d) Oltre il pensiero e la sensazione: Intuizione, visione interiore, saggezza, silenzio, meditazione, pace, armonia, comprensione, intelligenza (non del pensiero). Questa lista non è esaustiva e ci si potrebbero aggiungere parecchie altre parole. Le categorie non si escludono a vicenda dato che il pensiero, la sensazione e l'osservazione avvengono simultaneamente nella coscienza ed interagiscono l'uno con l'altro. Questa classificazione è fatta solo per facilitare l'esposizione. L'educazione attualmente enfatizza le facoltà basate sul pensiero e, fino ad un certo punto, coltiva quelle basate sulla sensazione. Uno sviluppo olistico dell'individuo deve comprendere profondamente tutte le facoltà citate e farle maturare in modo equilibrato. E' implicito che nel coltivare una facoltà non si debba indebolirne o danneggiarne un'altra. Non si può, cioè, usare la paura e la punizione per portare gli studenti a lavorare di più perché questo distruggerebbe l'indagine, l'intelligenza e l'iniziativa. Non si deve usare il paragone e la competizione come incentivo, perché distrugge l'amore e aumenta l'aggressività. Non bisogna offrire ricompense perché questo farebbe crescere l'avidità e l'insensibilità. Come dovremmo, noi insegnanti, incentivare gli studenti ad imparare? Questo rende il nostro compito più arduo. La sfida per noi è di rivelare la bellezza della materia di studio così che l'educazione diventi un processo gioioso e non un compito deprimente da svolgere in qualche modo. Se accettiamo questa sfida allora dobbiamo trovare i modi per rendere l'educazione viva e interessante per i bambini. In una buona scuola tutti i bambini sono felici, non solo i pochi che raggiungono i migliori risultati negli studi e nei voti. La vera responsabilità dell'educazione è di rivelare al bambino tutta la bellezza della vita, e c'è una grande bellezza nell'arte, nella letteratura, nella scienza, nella matematica, nella musica, nei giochi e nello sport, nella natura e nella relazione – infine, in ogni aspetto della vita. Abbiamo un'idea ragionevolmente buona di cosa significhi per un albero l'essere in piena fioritura. Ma abbiamo mai indagato seriamente che cosa voglia dire per la coscienza umana essere in piena fioritura? Non dovrebbe l'educazione aiutarci a scoprirlo da soli? Le difficoltà nell'impartire questa educazione Ci sono varie difficoltà nel realizzare praticamente questa educazione. La maggiore difficoltà consiste nel fatto che questa è l'educazione che noi stessi abbiamo ricevuto. Per questo non dovremmo ripetere meccanicamente quello che sappiamo. Dovremmo dubitare dei nostri metodi e non limitarci a ripetere quello che i nostri insegnanti e genitori hanno fatto. Ci viene richiesto di essere originali, intelligenti, creativi e di non credere ciecamente a noi stessi. Le nostre menti sono condizionate dal vecchio sistema, dalla vecchia visione, perciò noi stessi siamo un ostacolo sulla via del nuovo! Si dovrebbe essere consapevoli di questo fatto e quindi non solo insegnare ma anche imparare a rompere con il passato. Nella nuova visione dell'educazione ci assumiamo non solo la responsabilità di fornire informazioni e capacità ma anche di risvegliare la sensibilità e la creatività nel bambino. Non abbiamo un metodo prestabilito per questo. Non sono cose che possono essere decise, praticate e ottenute. Ma sono risvegliate nel bambino se a scuola e a casa c'è la giusta atmosfera. E' nostra responsabilità creare quell'atmosfera, un'atmosfera di lavoro cooperativo e di gioiosa amicizia, lavorare sodo ma senza il senso dell'ambizione personale e della rivalità, con un senso di apertura, di indagine, con il piacere dell'imparare insieme. E questo vuol dire che noi stessi dobbiamo lavorare in quel modo. Fare delle prediche non funziona. Un bambino impara da quello che vede accadere nei fatti intorno a lui, non da quello che viene detto in classe. Se siamo visti dire una cosa e farne un'altra allora l'insegnamento sarà di fare proprio quello. Cioè finiamo per insegnare l'ipocrisia! Un insegnante che punisce un bambino perché sbaglia i calcoli non indica solamente l'errore al bambino, gli mostra anche che il più forte può dominare il più debole! Quindi dobbiamo essere molto, molto attenti. Non ci sono scorciatoie per fornire l'educazione descritta sopra. Il bambino assimila i valori che vede e non quelli che sono insegnati verbalmente. Intellettualmente noi adulti possiamo sapere più dei bambini ma riguardo le questioni maggiori della vita affrontiamo le stesse difficoltà del bambino – la noia, la preoccupazione, la paura, le abitudini, il conflitto, i desideri, le frustrazioni e la violenza. Abbiamo quindi bisogno di imparare insieme al bambino, non solo insegnare. Richiede una grande onestà, umiltà, sensibilità e pazienza. Questa è la nostra difficoltà, essere degli educatori pronti ad accettare questa sfida senza cercare una facile via d'uscita. Non ce ne sono. Le verità più profonde arrivano alla mente che sa riflettere come insight, visioni interiori, non possono essere insegnate da un altro. Non si può far nulla per creare l'insight ma si può evitare di bloccarli con una mente ambiziosa e iperattiva che non ha tempo per fermarsi e guardare. CONCLUSIONE L'umanità è prigioniera di una grande illusione. Pensa di poter risolvere i suoi problemi attraverso le leggi, le riforme politiche e sociali, il progresso scientifico e tecnologico, attraverso più conoscenze, ricchezze, potere e controlli. Può risolvere alcuni problemi con questi mezzi, ma solo quelli superficiali e in modo temporaneo. Con questi metodi continueremo a creare nuovi problemi da una parte mentre cerchiamo di risolverli dall'altra, mantenendo l'illusione del progresso. Il famoso umorista Ogden Nash scrisse: “Il progresso andava benissimo una volta, ma è continuato troppo a lungo!” Dovremmo considerare questa battuta seriamente. Se noi esseri umani non ci trasformeremo interiormente, presto faremo parte della lista delle sfortunate creature che dopo aver vissuto un milione d'anni si sono estinte per incapacità nell'adattarsi. Non è ancora certo che l'evoluzione dell'uomo dai primati rappresenti un vero passo nella direzione della sopravvivenza. Solo il tempo lo dirà. La sopravvivenza non richiede l'intelligenza del 'progresso' ma la capacità di cooperare e amarsi l'un l'altro e vivere in armonia con la natura. La formica ha già vissuto più a lungo degli uomini. Ciò di cui abbiamo bisogno ora non sono più abilità ed efficienza, ma maggior coesione, compassione, capacità di condividere e lavorare insieme. L'educazione nel XXI secolo non si deve occupare di fornire maggior progresso ma una trasformazione interiore della coscienza umana. Non è la prima volta che questo viene sottolineato. Budda, Socrate, Cristo e innumerevoli altri saggi di tutte le culture lo hanno fatto già molto tempo fa. Finora abbiamo ignorato quello che hanno detto riuscendo a sopravvivere in qualche modo. Non potremo continuare a farlo ancora a lungo, poiché stiamo inesorabilmente dirigendoci verso un olocausto nucleare che renderà la sopravvivenza indegna, se non impossibile. Perciò la situazione ha acquisito un'urgenza che non c'era prima. Nel presentare la visione per una giusta educazione nel XXI secolo ho attinto abbondantemente dal lavoro e dalla vita di Maria Montessori e di J.Krishnamurti, entrambi hanno sottolineato la necessità di educare l'interezza dell'essere umano e non solo l'intelletto. Partendo da questa visione la signora Montessori ha sviluppato certi metodi e tecniche da usare con i bambini piccoli, poiché lei si era assunta quel compito particolare. Ma le tecniche e i materiali da lei sviluppati hanno significato solo se l'insegnante partecipa a quella visione della vita; altrimenti l'insegnante userà quegli stessi materiali per inculcare ai bambini la competizione e un desiderio eccessivo del risultato! Una scuola non è una scuola Montessori solo perché adotta le sue tecniche e materiali. Non è la tecnica a creare la visione ma è la visione a creare la tecnica. E' importante arrivare a quella visione di vita e vivere concretamente così. Se l'educazione non aiuta gli studenti a fare questo ha ben poco significato. Dobbiamo essere studenti per tutta la vita, vivere con le questioni più profonde e importanti. Una di queste domande è: che cosa vuol dire per l'essere umano vivere in armonia con l'ordine cosmico? Il XXI secolo chiede un cambiamento radicale del nostro sguardo sulla vita e della nostra visione dell'educazione. (P. Krishna - Right education for the XXI Century - www.pkrishna.org) |