il silenzio

Il silenzio che è portato dalla fine del rumore è solo un piccolo inizio. E’ come andare da un minuscolo foro verso un enorme, ampio, vasto oceano, verso uno stato incommensurabile, senza tempo. Questo non può, però, essere capito se non si è compresa l’intera struttura della coscienza e il significato del piacere, del dolore e della disperazione, e le cellule stesse del cervello non sono quiete. Allora forse potrete imbattervi in quel mistero che nessuno può rivelare e nessuno può distruggere.
(J.Krishnamurti)

I ritiri in silenzio di Casa della Pace sono ispirati alla semplicità. Chi vi partecipa non trova indicazioni dettagliate e più o meno complesse su cosa fare o su come concentrarsi, ma trova un ambiente calmo, dove la natura ha una parte importante, dove le pochissime regole sono intese a permettere uno spazio vuoto da distrazioni, impegni, rumori inutili, occupazioni non essenziali. E’ uno spazio temporale lento, cadenzato dagli orari della giornata, dall’incontrarsi per camminare, sedere, mangiare, dai momenti da soli e dal ritmo della luce del giorno che nasce, cresce e si spegne per lasciare posto alla notte.

Il silenzio non è un obiettivo da raggiungere ma una condizione in cui scegliamo di passare alcuni giorni; non richiede nessun atto di fede o di adesione a gruppi o idee o modi di comportarsi. E’ il terreno e non la pianta. Il terreno ha una parte importante nella coltivazione, è il terreno che curiamo per avere piante belle e grandi. Il silenzio in un ritiro ha una sua qualità di cura, di attenzione, di calore, di morbidezza, di accoglienza, di quiete, di vitalità.
In questo spazio silenzioso e semplice la naturale attività cui ci si dedica è osservare se stessi, , divenire consapevoli di ciò che è. La qualità dell’osservazione genera la qualità del silenzio. La qualità dell’osservazione e del silenzio diventa naturalmente centrale anche nelle azioni piccole e comuni: camminare, sedere, mangiare, guardarsi intorno, riposare.
Qualsiasi direttiva porta a una reazione nel cercare di realizzarla o nel negarla; ciò che accade nell’osservazione non può essere preordinato in nessun modo, è il mondo della libertà: solo dove c’è libertà c’è osservazione e consapevolezza. L’osservazione è un attività del tutto naturale, una capacità intrinseca della mente come la vista, l’udito o il gusto, ma è spesso dimenticata, non utilizzata, fino al punto che può apparire qualcosa di difficile, lontano, se non spaventoso.

Nel silenzio, nell’assenza di occupazioni, distrazioni o prescrizioni ciò che resta è l’osservazione. Osservare una foglia brillante nel sole, una nuvola che si muove pigramente, un pensiero, un’emozione o un ricordo ha un valore straordinario quando interiormente c’è spazio; rivela allo sguardo le cose come sono portando alla luce un ordine spontaneo, un ordine che non dipende dal controllo e che ha, quindi, creatività, profondità, libertà e bellezza.
Attraverso un’osservazione naturale, spontanea, non forzata da metodi né diretta a un obiettivo predefinito, può venire in essere un cambiamento interiore profondo, qualcosa che ha a che fare con la cessazione del conflitto interiore e con la scoperta della sacralità nel presente.

Non si può parlare di una finalità terapeutica, anche se indubbiamente un ritiro in silenzio può essere un potente mezzo di cambiamento personale, ma questo è in un certo senso accidentale. Nell’osservare nasce la visione chiara di ciò che è, cessa la confusione e la verità compare come un improvviso sprazzo di luce inaspettata, il sé, con il suo eterno rimuginare sui propri problemi, si fa da parte, lasciando spazio alla semplicità e leggerezza del fluire della vita.

Santi Borgni, autore di queste righe, è il fondatore di Casa della Pace. Nei ritiri che propone è responsabile di fornire un ambiente umano e materiale che sostenga il silenzio, di facilitare il dialogo e di portare elementi di riflessione. Ha incontrato la meditazione nel 1984, continuando poi ad approfondirne l’esperienza e lo studio soprattutto attraverso il lavoro di J. Krishnamurti. Da quindici anni propone a Casa della Pace ritiri basati sul dialogo e sul silenzio.

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Ciò che si trova al di là può essere trovato solo se la mente è immobile, silenziosa. Potrebbe esserci qualcosa oppure assolutamente nulla. Per questo la sola cosa che importa è che la mente sia silenziosa. Se vi preoccupate di ciò che è al di là, allora non osservate lo stato di silenzio in cui si trova la mente. Se il silenzio per voi è solo una porta per accedere a ciò che è oltre, allora non vi state occupando della porta, mentre ciò che conta è proprio la porta, il silenzio. Non potete chiedere cosa c’è oltre. L’unica cosa che conta è una mente immobile, silenziosa. Allora che cosa succede? Questo è quello che ci interessa, non quello che si trova oltre. (J.Krishnamurti)